VRS, Giuseppe Lunetta, fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi nel mondo della sanità italiano

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“Fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi – implicazioni fiscali ed organizzative per l’industria healthcare e le aziende sanitarie”, è il seminario organizzato da AboutPharma and Medical Devices sull’avvento della Fatturazione Elettronica nel mondo sanitario italiano a cura di Giuseppe Lunetta, Fondatore e Amministratore Unico VRS Srl, società attiva nel Credit Management per le Imprese Sanitarie. Giuseppe Lunetta è anche membro di ACMI (Associazione Credit Manager Italia), del Club SolviNet e fa parte del CES-CRI (Centro studi sulla Crisi d’Impresa) presso l’Università E-campus di Novedrate.

Fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi. Implicazioni fiscali ed organizzative per l’industria healthcare e le aziende sanitarie, a cura di Giuseppe Lunetta, Amministratore Unico VRS srl.

La fatturazione elettronica nel mondo della sanità italiano – considerazioni emerse dal seminario “Fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi – implicazioni fiscali ed organizzative per l’industria healthcare e le aziende sanitarie”, organizzato da AboutPharma and Medical Devices, in collaborazione con VRS Srl, il 9 aprile 2014, Milano, Hotel Hilton
L’avvento della Fatturazione Elettronica (un “progetto inevitabile”, come definito da un docente del Polimi) nel mondo sanitario italiano è stato trattato e approfondito da prestigiosi relatori del Politecnico di Milano, davanti a una platea di fornitori del SSN e di funzionari delle aziende sanitarie, i quali tutti – al termine delle relazioni – hanno animato il dibattito e fatto emergere diversi spunti interessanti, che andiamo ad esaminare affinchè il disagio organizzativo che provocherà l’avvio del nuovo obbligo sia affrontato con lungimirante positività.

Giuseppe Lunetta

Definizione
La “fattura elettronica” viene definita dalle norme che ne obbligano l’utilizzo nei confronti della Pubblica Amministrazione come una fattura che va generata, firmata, trasmessa e conservata in modo digitale; il tutto secondo standard codificati. Quindi la fattura elettronica comporta la conservazione elettronica (processo del tutto diverso dalla gestione documentale). Obiettivi dichiarati dell’obbligo di fatturazione elettronica (e relativa conservazione digitale) verso la PA sono il risparmio, la velocizzazione dei processi e la rendicontazione delle spese pubbliche.

Piattaforma comune per i Servizi Sanitari Regionali
Il Sistema Sanitario Nazionale ha – attualmente – una governance di tipo federale, cioè i 21 SSR hanno proprie norme e regolamenti (oltre a differenti coperture territoriali, denominazioni e attribuzione di funzioni), diversi tra le varie regioni. In tale contesto la fattura elettronica (in senso lato) costituisce la prima piattaforma comune; è evidente che ciò rappresenta una novità epocale, che indurrà cambiamenti la cui portata si può – oggi – solo intuire. Un esempio: il Sistema di Interscambio (il “postino”) che riceve le fatture dai fornitori, ne controlla la rispondenza agli standard e le inoltra alla Pubblica Amministrazione cliente, è gestito dall’Agenzia delle Entrate (tramite Sogei) e fornisce alla Ragioneria Generale dello Stato flussi informativi per il monitoraggio della finanza pubblica; quindi un controllo “centrale” delle spese disposte localmente.

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Tempistica
Innanzitutto un chiarimento sulla tempistica della “road map” della fattura elettronica obbligatoria: all’epoca del Seminario (9 aprile 2014) per alcuni fornitori del SSN l’unica data sicura di entrata in vigore era il 6 giugno 2014, limitatamente alle imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione Centrale, cioè dei Ministeri, da cui dipendono gli Ospedali Militari e le Case Circondariali. Per tutti gli altri fornitori della sanità la decorrenza dell’obbligo è stata – in seguito (*) – fissata al 31 marzo 2015. Qualche convenuto, durante il seminario, aveva avanzato ipotesi di slittamento, che i più giudicavano poco probabili; comunque tutti hanno convenuto su una certezza: indietro non si torna, “la macchina si è avviata”. Cogliendo i commenti degli intervenuti, durante le pause conviviali, si appura che alcuni fornitori sono già pronti o vicini all’introduzione di nuovi sistemi che recepiscono la fattura elettronica, altri – che forniscono clientela ministeriale – affronteranno questa prima scadenza dirottando le vendite su grossisti, altri ancora si affideranno a service provider nell’attesa di studiare e adottare sistemi propri. Per le Piccole e Medie Imprese, il MePA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione; www.acquistinretepa.it) ha messo a loro disposizione un servizio gratuito di supporto che permette di generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche verso le Pubbliche Amministrazioni (anche riguardanti operazioni non concluse sul MePA).

IPA – anagrafe delle pubbliche amministrazioni
Ogni ente della P.A. è tenuto a registrarsi sull’IPA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni; www.indicepa.gov.it) entro 3 mesi prima dell’insorgere dell’obbligo di fatturazione elettronica e a comunicare ai propri fornitori il proprio Codice Univoco Ufficio, per metterli in condizione di fatturare compiutamente. Notizie apparse sulla stampa parlano di gravi ritardi in tale adempimento (il 6 marzo 2014 avrebbero già dovuto essere iscritti tutti gli enti della Pubblica Amministrazione Centrale, ma agli inizi di aprile solo il 6% di questi sarebbe in regola) ma il problema non è bloccante per l’avvio della nuova norma, perché l’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) ha creato ben 18.712 codici di default denominati “Uff_eFatturaPA” che i fornitori potranno utilizzare per fatturare alle Amministrazioni inadempienti di cui non avranno rintracciato il Codice Univoco Ufficio; sarà poi cura del SdI (Sistema di Interscambio) recapitare la fattura elettronica alla PA destinataria, accompagnata da un sollecito ad iscriversi all’IPA.

Coesistenza di sistemi diversi
Per le pubbliche amministrazioni, a partire dalle date di entrata in vigore degli obblighi, esisterà un solo sistema di ricezione e conservazione delle fatture: quello elettronico; per i fornitori privati, invece, coesisteranno due sistemi: quello delle fatture cartacee e quello delle fatture elettroniche. Un suggerimento emerso durante i lavori del seminario è quello di adottare registri Iva sezionali differenti; per la conservazione, invece, si potrà adottare il sistema elettronico anche per le fatture cartacee. È di tutta evidenza che l’impatto organizzativo sulle imprese fornitrici sarà tutt’altro che banale.

Accelerazione dei pagamenti
Poiché la fattura elettronica velocizzerà innegabilmente alcuni processi interni delle amministrazioni pubbliche, c’è da attendersi che si ridurranno – nel medio periodo -  i cronici ritardi di pagamento da parte degli enti, per avvicinarsi ai dettami normativi (60 giorni per la sanità). Quindi i fornitori che vorranno beneficiare di tale accelerazione dovranno organizzarsi per intercettare più rapidamente (rispetto a quanto accade oggi) eventuali impedimenti alla pagabilità delle fatture.

Fattura elettronica: solo una tappa nel processo di digitalizzazione
La fattura elettronica è solo l’atto di avvio di un processo che porterà a digitalizzare (e standardizzare) l’intero ciclo “ordine-pagamento”, già delineato da disposizioni europee e nel programma dell’Agenda Digitale italiana.

Conclusioni
Trasformare l’obbligo in opportunità: è il messaggio che è stato consegnato dai funzionari dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano; cioè i più lungimiranti tra gli attori coinvolti si faranno (alcuni lo stanno già facendo) promotori del cambiamento, ripensando modelli gestionali e modalità di relazione tradizionali.

(*) il decreto Legge 24.4.2014 n. 66, all’art. 25, stabilisce:
– l’anticipo al 31 marzo 2015 dell’obbligo di fatturazione elettronica verso tutti gli enti della Pubblica Amministrazione Locale, inclusi quelli del Sistema Sanitario Nazionale (ASL e Aziende Ospedaliere). La data precedentemente fissata era il 6 giugno 2015;
– una nuova incombenza a carico dei fornitori della PA, che dovranno tassativamente indicare nella fattura elettronica i codici CIG (Codice Identificativo Gara) e CUP (Codice Unico di Progetto). Le fatture elettroniche prive di CIG/CUP (se applicabili) non potranno essere pagate dalla PA.
Le finalità sono dichiarate, oltre che evidenti: da una parte il Governo vuole accelerare il processo di digitalizzazione della PA (e quindi i relativi risparmi), dall’altra vuole aumentare la tracciabilità dei pagamenti pubblici.

Giuseppe Lunetta
. Manager esperto in Credit Management e Direzione Finanziaria, ha sviluppato un ricco percorso professionale in ambito amministrativo e finanziario, a vari livelli di responsabilità, anche in società quotate. Come summa delle varie esperienze, ha fondato la VRS srl, attiva nel Credit Management per le imprese sanitarie. Autore di libri e pubblicazioni specifiche, coltiva l’hobby della formazione. Attivo nell’associazionismo, è membro di ACMI (Associazione Credit Manager Italia), del Club SolviNet e fa parte del CES-CRI (Centro studi sulla Crisi d’Impresa) presso l’Università E-campus di Novedrate. Ha fatto parte del Comitato Tecnico di un ente di Garanzia Fidi.

VRS – La nostra attività si focalizza sul Credit Management per le Imprese Sanitarie, aiutiamo i nostri clienti ad accelerare gli incassi. I servizi di Credit Management che eroghiamo alle Imprese sono basati su 4 pilastri: esperienza e know how (best practice), affidabilità (risultati sostenibili), condivisione (success fee) e flessibilità. Noi di VRS, oltre ad essere abituati a fronteggiare le problematiche delle multinazionali che operano in Italia, vantiamo una conoscenza approfondita dei vari canali distributivi (ASL ed Ospedali Pubblici, Ospedali e Case di Cura Private, Enti Religiosi, Farmacie, Distributori) che affrontiamo con gruppi di lavoro specifici e dedicati, supportati da sistemi informativi allo stato dell’arte. Il nostro servizio gestione crediti, che utilizza le migliori prassi in uso, è basato su quattro piattaforme organizzative: know how, rete territoriale, organizzazione centrale, sistema informativo specifico. In conclusione, una sintesi del nostro approccio al mercato: le “Relazioni di Valore”: noi siamo strutturati per meritare la fiducia dei nostri committenti e per contribuire a realizzare risultati tangibili.

FONTE: VRS