La crisi costringe gli italiani a fare spesa nei discount

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Cambiano i consumi: il 71% dei nuclei familiari taglia sulla qualità e quantità degli alimenti

crisi-e-spesa-nei-discountIl Presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, parlando in audizione al Senato, ha illustrato come questi ultimi 5 anni di crisi abbiano cambiato i consumi delle famiglie italiane. Infatti, rispetto allo scorso anno, un 9% in più di famiglie preferisce servirsi di discount per acquistare prodotti e generi alimentari. Grossi tagli sono stati fatti anche alle spese per le visite mendiche, le analisi cliniche e le radiografie. Sembra infatti che il 70% delle famiglie povere abbia eliminato quasi del tutto questo genere di acquisti, pur non rinunciando a quelli per i medicinali.

Dati poco rassicuranti arrivano, dunque, dall’Istituto di Statistica, anche se, ad aprile, l’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato da 85,3 (marzo 2013) a 86,3. Tuttavia l’aumento riguarda soltanto la componente riferita al quadro economico, mentre quella riferita al clima personale è ancora in calo.

Giovannini ha annunciato che il prodotto interno lordo italiano: “dovrebbe ridursi nel 2013 in una misura molto vicina a quella stimata dal governo nel Def” che prevede una contrazione dell’1,4%.

Infine il Presidente dell’Istat ha evidenziato un dato allarmante riguardante l’abbandono della scuola da parte di studenti stranieri: “Se un ragazzo straniero su due lascia la scuola prima dell’adempimento scolastico, nella migliore delle ipotesi stiamo creando una forza lavoro non educata e quindi inadatta, nella peggiore è una molla di rivolta sociale che in altri Paesi conosciamo molto bene”.