Flavio Cattaneo, Terna, nuova linea elettrica Trino-Lacchiarella al collaudo

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Trino-Lacchiarella, sono iniziate le prove di collaudo per la nuova linea elettrica che collega il Piemonte e la Lombardia. L’opera, realizzata da Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, consentirà di eliminare i “colli di bottiglia” risolvendo la congestione presente nella zona nord della rete. La nuova linea, inoltre, permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica per 150mila tonnellate l’anno e prevedrà la demolizione di 215 chilometri di linee aeree vecchie e obsolete che saranno soppiantate da sostegni altamente tecnologici.

Tralicci sulla neve in alta quota

Inizieranno le prove di collaudo per la nuova linea elettrica, targata Terna, che collega il Piemonte e la Lombardia. E, se non ci saranno intoppi, a febbraio l’elettrodotto da 380 kilovolt (kV), lungo 95 chilometri, che si snoda tra Trino (Vercelli) e Lacchiarella (Milano), entrerà definitivamente in funzione.
Con consistenti economie per il territorio a fronte dei 300 milioni di investimento sostenuti dal gruppo guidato da Flavio Cattaneo: minori costi per 50 milioni di euro l’anno a beneficio di cittadini e imprese. Senza contare i riflessi positivi per il sistema elettrico dell’area nord-occidentale del paese visto che la nuova linea consentirà di eliminare i “colli di bottiglia” risolvendo la congestione presente nella zona nord della rete (con il conseguente utilizzo di 500 megawatt di potenza più efficiente da convogliare verso i centri di consumo lombardi) e riducendo le perdite di rete per 220 milioni di chilowattora l’anno.
All’infrastruttura – che, data la sua rilevanza strategica sia a livello nazionale che interregionale, fu inclusa all’interno del piano di sviluppo della rete elettrica nazionale del 2008 approvato dal ministero dello Sviluppo economico l’11 dicembre di quell’anno – sono poi associati anche evidenti benefici ambientali: la linea, infatti, permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica per 150mila tonnellate l’anno (in pratica, l’equivalente di quanto immesso in atmosfera da circa 20mila automobili di media cilindrata) e soprattutto ha portato alla demolizione di 215 chilometri di linee aeree vecchie e obsolete che saranno soppiantate da sostegni altamente tecnologici. Per la Trino-Lacchiarella, Terna ha infatti usato per l’80% del tracciato i pali tubolari monostelo con ingombro assai ridotto rispetto ai tralici tradizionali. Per la prima volta si è fatto così ricorso alle nuove strutture “germoglio” che sono state progettate dall’architetto Hugh Dutton, vincitore del concorso lanciato da Terna nel 207 per coniugare insieme architettura, tecnologia e rispetto dell’ambiente.
Il completamento dell’opera ha richiesto due anni e mezzo. Come detto, nel 2008 l’elettrodotto viene inserito nel piano di sviluppo e, a gennaio 2010, incassa il decreto di compatibilità ambientale da parte del ministero dell’Ambiente e del dicastero dei Beni culturali. Poi, tra luglio e agosto dello stesso anno, arrivano gli ok del territorio – la linea, va ricordato, insiste su 3 province, 34 comuni e 3 enti parco – con il rilascio delle intese da parte di Piemonte e Lombardia e, a novembre, il Mise firma il decreto di autorizzazione e trasmette il provvedimento all’Ambiente. Di lì a poco, è il gennaio 2011, partono i cantieri per il nuovo elettrodotto cruciale per l’area nord-occidentale della penisola. Dove, nel corso degli ultimi anni, si è assistito a un notevole aumento della produzione di energia elettrica e, nel contempo, a una significativa crescita del fabbisogno delle due regioni, con un conseguente incremento dei consumi. Il mutato scenario ha quindi determinato un forte aumento dei flussi di potenza sulle vecchie linee elettriche a 380 kilovolt “Rondissone-Turbigo” e “Trino-Castelnuovo” provocando una strozzatura della rete e rendendo necessario il cambio di passo.

FONTE: Il Sole 24 Ore