Energia, piano strategico Terna, Flavio Cattaneo: “Previsti 5 miliardi di investimenti”

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Piano 2014-2018, Terna conferma la sua strategia duale basata sulla solidità delle attività tradizionali e l’incoraggiante potenzialità delle attività non tradizionali. L’AD di Terna Flavio Cattaneo: “L’America latina è un’interessante opportunità da guardare. Stiamo lavorando su Paesi come il Cile che combinano stabilità e prospettive di crescita”. Gli obiettivi della società sono sia sulle rinnovabili sia sulle infrastrutture di trasmissione.

Flavio Cattaneo

Nel piano strategico 2014-2018 Terna investirà 5 miliardi di euro senza sacrificare la sua politica di dividendi. In particolare, 3,6 miliardi di euro saranno destinati alla rete di trasmissione nazionale e 1,3 miliardi alle attività non tradizionali. Questi investimenti non impediranno all’utility di confermare la propria generosa politica di dividendi: è prevista una cedola base derivante dalle attività tradizionali pari a 19 centesimi di euro per azione (yield del 5%) a cui si aggiungerà il contributo delle attività non tradizionali (pay out del 60% sui risultati).

E il management non prevede in nessuna situazione una riduzione del dividendo, come ha assicurato l’ad di Terna, Flavio Cattaneo, durante la presentazione del piano 2014-2018 agli analisti. Quindi Terna conferma la sua strategia duale basata sulla solidità delle attività tradizionali e l’incoraggiante potenzialità delle attività non tradizionali “che non sono una aggiunta sporadica ma fondamentale per il valore di Terna”, ha spiegato l’ad, ricordando che il 30% degli utili è stato generato dall’approccio imprenditoriale in attività no core.

A fine piano, Terna si aspetta un ebitda margin superiore al 79% (dal 2005 l’ebitda margin ha guadagnato 12 punti percentuali) e una riduzione di 400 milioni dell’incremento dell’indebitamento finanziario rispetto al precedente piano (600 milioni contro un miliardo). Inoltre, non risulta nessuna esigenza di rifinanziamento fino a tutto il 2015. Pertanto, la struttura finanziaria della società si conferma solida: il rapporto debito netto/Rab sarà inferiore al 60% negli anni del piano.

La Rab (il capitale investito ai fini regolatori), che dal 2005 a oggi ha più che raddoppiato il suo valore, passerà dai 10,8 miliardi del 2013 ai 13,5 miliardi di euro del 2018 con una crescita media annua di circa il 5% (cagr). Nonostante la revisione del costo medio ponderato del capitale (wacc) alla fine del 2013, il ritorno medio ponderato sulla Rab si porterà dal 7,3% del 2014 al 7,7% del 2018.

Scendendo più nel dettaglio degli investimenti, l’81% dei 3,6 miliardi di euro destinati alla rete elettrica andrà allo sviluppo della stessa rete, invece circa 200 milioni saranno dedicati ai sistemi di accumulo. Il piano di sviluppo 2014 della rete di trasmissione nazionale prevede investimenti per 8,1 miliardi di euro, di cui 5,6 miliardi nei prossimi 10 anni, che saranno destinati alla riduzione delle congestioni internazionali. Terna ha attualmente 200 cantieri aperti su tutto il territorio nazionale per un valore di 2,7 miliardi di euro. Una volta completati gli interventi, consentiranno la dismissione di 850 km di vecchie linee.

Per quanto riguarda, invece, le attività non tradizionali, Terna ha confermato una pipeline di attività per un valore di 400 milioni sviluppando attività nell’ambito dell’ingegneria, dell’O&M (operations & maintenance) e dell’housing di fibra ottica. A questi va aggiunto un ulteriore impegno di 1,3 miliardi, sempre nell’orizzonte del piano, di cui un potenziale di 900 milioni in attività di sviluppo di impianti rinnovabili e di infrastrutture elettriche per terzi in Italia e all’estero, oltre all’interesse verso i Paesi del sud America o ad altre opportunità derivanti dal potenziamento delle reti. Mentre oltre 400 milioni di euro sono riferiti alle operazioni recentemente annunciate, ovvero l’interconnessione Italia-Francia e l’acquisizione del gruppo Tamini.

“L’America latina è un’interessante opportunità da guardare. Stiamo lavorando su Paesi come il Cile che combinano stabilità e prospettive di crescita”, ha sottolineato in merito Cattaneo, precisando che il Cile risponde meglio di altri Paesi del sud America ai requisiti di Terna ed è più facile raggiungere con questo Paese un accordo di almeno 15 anni. Gli sforzi della società sono sia sulle rinnovabili sia sulle infrastrutture di trasmissione. “Speriamo di avere alcune buone notizie e se così fosse gli incassi sono attesi nella seconda parte dell’anno”.

Inoltre Terna presenterà una manifestazione di interesse per la rete di trasmissione greca quando partirà la gara per la privatizzazione, ovvero entro l’estate. “Siamo interessati”, ha confermato Cattaneo, “ma l’asta non è ancora partita. Ci sarà una manifestazione di interesse. Ci sono buone opportunità a livello di ritorni, potenzialità per gli investimenti incentivati, c’è un ebitda margin interessante. Ci sono tutte le condizioni per partecipare”.

Un piano strategico che rispecchia in pieno le attese degli analisti e il titolo Terna a Piazza Affari è stabile sulla parità a quota 3,793 euro. In effetti, gli analisti di Kepler Cheuvreux (rating hold e target price a 3,80 euro sull’azione), di Mediobanca Securities (outperform e target price a 3,90 euro) e di Equita (hold e target price a 3,72 euro) si aspettavano che il 60% dell’utile netto delle attività non tradizionali andasse a pagare i dividendi futuri di Terna.

FONTE: Milano Finanza