Banche cooperative e popolari, Sen. Anna Cinzia Bonfrisco: “No a riforme per decreto”

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Banche popolari e cooperative, la Senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, esponente di Forza Italia e Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, commenta i rumors relativi agli annunci del Governo circa i provvedimenti sul credito che l’esecutivo si appresterebbe a varare nell’ambito del Decreto ‘Investment compact’. Bonfrisco: “Non si stravolge per decreto l’assetto delle banche cooperative e popolari: non ravviso né la necessità né l’urgenza di riformare un settore come quello delle Popolari che non solo funziona e bene ma che è stato già oggetto nel 2012 di una legge di riforma, ampiamente condivisa”.

Bonfrisco Banche Cooperative Popolari

“Non si stravolge per decreto l’assetto delle banche cooperative e popolari: non ravviso né la necessità né l’urgenza di riformare un settore come quello delle Popolari che non solo funziona e bene ma che è stato già oggetto nel 2012 di una legge di riforma, di cui sono stata Relatrice, ampiamente condivisa da tutti gli schieramenti e frutto di un intenso e leale dibattito con tutte le forze parlamentari. Quando si toccano materie ordinamentali, come questa, semmai lo strumento più consono è quello del disegno di legge che consenta un contraddittorio fra le varie voci in campo”.

Lo afferma in una nota la Senatrice Anna Cinzia Bonfrisco, esponente di Forza Italia e Presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti, commentando i rumors relativi agli annunci del Governo circa i provvedimenti sul credito che l’esecutivo si appresterebbe a varare nell’ambito del Decreto ‘Investment compact’.

“Non sono certo la sola a pensarla così – continua Bonfrisco – in molti siamo convinti che far venir meno con un tratto di penna una realtà creditizia con 150 anni di storia a sostegno del Paese e dell’economia reale del territorio sarebbe un errore irrimediabile. A maggior ragione se ciò avviene per decreto e con la sede vacante della Presidenza della Repubblica. Se in Italia oggi la crisi non è così grave come in altri Paesi lo dobbiamo anche alle nostre Banche Popolari che, come accade in Francia, in Germania e in altri Paesi in Europa, andrebbero preservate e non certo eliminate. Senza contare che – a giudicare dal ‘fermento’ del mercato – già oggi gli ‘speculatori’ hanno brindato a caviale e champagne” ai danni delle banche popolari italiane”.

FONTE: Agenparl