Aziende sempre più social

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“Socially enabled business”: è questa la nuova frontiera per i manager delle grandi aziende. Lo rivela una ricerca di Oracle, in collaborazione con Social Media Today e Leader Networks. Uno studio condotto su oltre 900 executive di imprese di oltre 20 settori industriali dai cento dipendenti in su. 

I social network – per chi decide di farne un uso diverso dal solito – sono diventati dei veri e propri strumenti aziendali. La quasi totalità dei manager del marketing e dell’ IT sostiene che  evolvere verso un modello di business e di organizzazione integrato con gli strumenti social è prioritario per il futuro delle imprese.

Secondo l’indagine condotta da Oracle, un azienda su tre si sente  “social”: il 45% del totale usa da tre a cinque piattaforme, mentre il 27% da sei ad otto.  Meg Bear, vicepresidente del gruppo “Oracle social cloud platform”, spiega che gli executive concordano che “un modello di social business permette di ottimizzare la customer experience, rende più reattivi e porta a sensibili efficenze organizzative, con conseguenze positive in termini di vantaggio competitivo”. Si potrebbe aggiungere, inoltre, che in questo ambito le dimensioni contano: infatti, il 46% delle aziende con 50.000 e più dipendenti possono già essere definite “socially enabled”, mentre le imprese con meno di 5.000 dipendenti, con lo stesso status, sono un terzo di quelle intervistate.

Ma esistono delle metriche per misurare il ritorno delle iniziative social e indirizzare le proprie azioni di marketing? La risposta è sì. Tra le più diffuse c’è la “share of voice”, cioè la propria presenza nelle conversazioni rispetto ai concorrenti e  - come recitano anche le principali “regole” del marketing -  rivestono molta importanza la consapevolezza  dei  bisogni del cliente e la sua soddisfazione. Altri criteri sono la “lead generation” (nuovi clienti) e lo sviluppo delle vendite e dei nuovi prodotti.

Tuttavia, secondo lo studio di Oracle, non si usano ancora tutte le metriche disponibili e, siccome le sorprese non finiscono mai,  gli Stati Uniti – che hanno dato i natali a Mark Elliot Zuckerberg, noto ai più come “inventore” di Facebook –  sarebbero  meno abili degli altri a sfruttare i social network per attrarre clienti e pubblicizzare iniziative o prodotti.